giovedì 5 gennaio 2017

In Contemplazione del Vangelo: Matteo 1,1-17



Generazioni ordinare e generazioni straordinarie

1 Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 2 Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, 3 Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, 4 Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, 5 Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6 Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, 7 Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, 8 Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, 9 Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, 10 Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, 11 Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
12 Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, 13 Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, 14 Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, 15 Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,
16 Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
17 In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
[...] Gesù rappresenta uno scostamento, un balzo a lato rispetto alla catena discendente di padre in figlio. L’inaudito divino è in quell’asimmetria che fa di Giuseppe non colui che “generò” un figlio – come tutti i suoi antenati – bensì “lo sposo di Maria dalla quale è nato Gesù”.
E qui abbiamo già, adagiata in una mangiatoia, l’intera vicenda di Gesù, “chiamato Cristo”: [...]
un uomo unico perché della stessa natura di Dio: l’uomo come Dio lo ha sempre pensato e voluto, e come solo Dio ha potuto offrircelo, attraverso e nonostante le tre volte quattordici generazioni di figli d’uomo. [...]

Domani giungeranno i magi a Betlemme e ci diranno che quel bambino è il re dei giudei, ma noi – come i pastori – sappiamo già che è la parola-evento che il Signore ci ha fatto conoscere. Sappiamo che è nato per noi un salvatore, che quello che è avvenuto in Maria è dono dello Spirito santo. È l’amore fedele che attraversa le generazioni, è la pace per gli esseri umani oggetto del beneplacito di Dio, 
è la buona notizia per tutti noi che giaciamo nelle tenebre della morte ma siamo destinati alla vita per sempre.

fonte: Lettura del Vangelo dal Monastero di Bose

Nessun commento:

Posta un commento