martedì 31 maggio 2016

I SHIN DEN SHIN _ Dalla mia anima alla tua anima



Come voi sapete le possibilità del nostro corpo e del nostro spirito sono limitate, poiché questa è la nostra condizione. Anche la nostra saggezza è limitata perché siamo solo degli uomini. L'uomo non può pretendere la forza fisica del leone; e neppure può pretendere di eguagliare la saggezza di Dio. Perché no d'altronde? Non esiste dunque una via che permetta all'uomo di superare i limiti della sua umanità? Di oltrepassarla? E' per dare una risposta a questa speranza fondamentale che il Budo ha prodotto il “waza”. Si può definire il waza come un'arte, come una specie di super-tecnica trasmessa dal maestro al discepolo, che permetta di imporsi agli altri uomini e di elevarsi al disopra di essi. Il waza del Budo giapponese risale all'epoca storica dei Samurai. E' un potere che supera la forza propria di un individuo. [...]

Nel “Genjo Koan” è detto: “Quando un uomo s'allontana in barca dalla riva, egli s'immagina che la riva sia in movimento. Ma se abbassa lo sguardo vicinissimo alla sua imbarcazione, egli si rende conto che è questa che si sposta”. Infatti, se noi guardiamo attentamente, intimamente, all'interno della barca si può comprendere che è la barca che si sposta e superare l'illusione dei sensi. Così, quando gli uomini considerano tutti i fenomeni di tutte le esistenze, attraverso le proprie illusioni ed i propri errori, possono sbagliarsi e pensare che la loro natura originale è dipendente e immobile. Ma se divengono intimi con il loro vero spirito, ritornano alla natura originale, ed allora comprendono che tutti i fenomeni, tutte le esistenze sono in loro stessi, e che lo stesso vale per tutti gli esseri”. Questo capitolo è breve, ma è molto importante. E' l’essenza dello Zen, dello Zazen. La natura originale dell'esistenza non può essere realmente afferrata dai nostri sensi, dalle nostre impressioni.

 Quando noi la afferriamo con i nostri sensi, la materia oggettiva non è reale, essa non è vera sostanza ma è pura immaginazione. Quando crediamo di capire che la sostanza del nostro spirito è tale, è un errore. Ciascuno è diverso. Le forme e i colori sono gli stessi, ma ciascuno li vede differentemente attraverso le sue illusioni: illusioni della memoria, illusioni fisiche, illusioni del tempo e dello spazio, illusioni del campo fisiologico. Alcune volte, il mondo della propria esperienza, della coscienza personale è ingannato dal mondo reale della coscienza in condizione normale. In questo caso, non è un errore ma un'illusione psicologica. Tutti questi problemi della nostra vita quotidiana troveranno una soluzione dopo venti, trent’anni e, al momento di entrare nella nostra bara essi saranno risolti. Il tempo è la miglior soluzione ai problemi di denaro o d'amore. Quando entrerete nella bara, nessuno vi amerà più: tranne forse di un amore spirituale! I problemi difficili sono differenti per ognuno e ognuno ha bisogno di un mezzo diverso per risolvere i suoi problemi. E' necessario creare i nostri propri metodi. Se si imita, si sbaglia. Bisogna creare da se stesso.

 Voi ed io siamo diversi. Se non si può trovare una soluzione alla propria vita, questa va a finire in un vicolo chiuso! Qui ed ora come creare la nostra vita? Un film si svolge, se lo si ferma l'immagine diventa fissa, immobile. Le Arti Marziali e lo Zen hanno in comune la creazione e la concentrazione dell'energia. Concentrandosi “qui ed ora” ed esternando la vera energia del nostro corpo, si può osservare e ricaricarsi. Quando si apre la mano, si può ottenere tutto. Se si chiude la mano, non si può ricevere nulla. Nelle Arti Marziali bisogna penetrare gli elementi, i fenomeni e non passargli accanto. Le Arti Marziali sono dunque essenzialmente virili, perché l'uomo penetra la donna. Alla nostra epoca, tutti vogliono economizzare la propria energia e vivono a metà. Si è sempre incompleti. La gente vive a metà, tiepida come l'acqua del bagno. Come penetrare la vita?
 E' Zazen e kin hin.

 Così, il segreto del Yawara, è di imparare a dirigere lo spirito, Ryu Gi. E' la direzione delle tecniche corporali del “Kyu Shin Ryu”. Lo spirito deve diventare la sostanza. Lo spirito è la sostanza, senza forma, ma alcune volte c'è una forma. Tuttavia l'attività dello spirito riempie il cosmo. Quando l'attività dello spirito riempie il cosmo intero, esso coglie le occasioni, ha una probabilità d'evitare gli incidenti e può affrontare diecimila cose in una sola. Questo significa che durante un combattimento, il nostro spirito non deve essere influenzato da nessun movimento dell'avversario, da nessuna delle azioni del suo corpo e del suo spirito. Il nostro spirito deve dirigersi liberamente, non avere la speranza di attaccare l'avversario né cessare di starci attento. Si deve essere completamente attenti in ogni istante.  [...]

Nella nostra vita è la medesima cosa. Certe persone non pensano che al danaro, perché permette di soddisfare qualunque esigenza. Allora per il danaro certe persone perdono l'onore. Altri non desiderano che gli onori, perdono il danaro. Certi si concentrano solo sull'amore, perdono il danaro e l'energia. La nostra felicità non esiste da un solo lato. Noi dobbiamo creare. Non è necessario credere nel destino né di seguire il destino scritto nelle stelle. “Il riflesso della luna nel fiume è sempre in movimento. Però, la luna esiste e non se ne va. Resta ma si muove”. E' un poema molto breve sul segreto dello Zen e delle Arti Marziali, e un grandissimo Koan. La corrente dell'acqua non torna mai indietro. L'acqua passa, passa... ma la luna non si muove. Durante un combattimento, lo spirito deve essere come la luna, ma il corpo ed il tempo passano, passano, passano come la corrente. L'istante presente non ritorna mai. Durante Zazen, ciascuna delle nostre inspirazioni e nostre espirazioni è unica e non ritorna mai. E' possibile respingere la propria respirazione, ma quella di adesso non è quella di prima. La respirazione seguente non è mai come la precedente, ieri era ieri, oggi è oggi.

 E' diverso. lo dico sempre che noi dobbiamo concentrarci “qui ed ora”, creare, “qui ed ora”. Così si diventa “fresco”, nuovo. Lo Zazen di ieri non era il medesimo di oggi. Lo Zazen deve essere sempre fresco “qui ed ora”. Voi non dovete riposarvi durante lo Zazen. Farlo a metà non va bene. Bisogna farlo a fondo, domarsi totalmente. Noi non dobbiamo avere una briciola d'energia di riserva. Concentrarsi significa l'uscita completa, lo scarico totale dell'energia. Nel mondo moderno, i giovani in particolare, vivono a metà e sono a metà morti. Essi hanno una sessualità incompleta. E durante il loro lavoro o durante lo Zazen, essi pensano al sesso, e viceversa; e così succede in tutti gli atti della vita. Se si scarica totalmente la propria energia, si può assorbire dell'energia fresca che scorre come la corrente dell'acqua. Durante un combattimento, se si risparmia un residuo di energia, non si può vincere. E' il segreto delle Arti Marziali. Noi non dobbiamo dipendere dai waza, dalla tecnica. Bisogna creare. Se un uomo ricco dà del danaro a suo figlio, questi non imparerà a guadagnarne. E, viceversa, il figlio di un uomo povero saprà crearsi il metodo per procurarsene. [...]

Come fare per praticarla? Do, che in giapponese significa la "via", non è solo una tecnica, un waza. Do significa smettere di concorrere, Kendo, Judo, Aikido, Kyudo: tutto questo è il Budo. Il Kanji Bu, quando lo si analizza, significa fermare la spada, fermare il combattimento. La cerimonia del the si chiama anche “Chado”. L'Ikebana, sistemazione dei fiori, è il “Kado”. La calligrafia è “Shodo”. Il profumo, il legno profumato di sandalo che si consuma, è “Kodo”. Kodo Sawaki amava molto il Kodo. Egli aveva lo stesso nome. Do, la Via, significa il metodo, l'insegnamento per l'ego, vale a dire capire in profondità il proprio spirito. Il Buddismo, è Butsudo in giapponese, ciò significa la via di Budda, scoprire realmente la propria vera natura, la propria natura originale. Ciò significa anche armonizzare con tutti i cieli e la terra e che lo spirito interiore sia completamente libero. E' abbandonare il proprio egoismo. [...]

Un celebre professore giapponese Yamada Soko (1622-1685), ha parlato della via dei Samurai. Ha voluto accrescere la loro cultura e ha divulgato un insegnamento speciale: “Se un Samurai vuole avere delle responsabilità in politica, se vuole dirigere dei laici e  diventare il loro capo, deve realizzare la Via. Così il Samurai non deve essere solamente un guerriero, ma deve, oltre al Budo, ricevere una cultura intellettuale sulla letteratura, il Buddismo, la filosofia cinese e lo Shindo, la Via degli dei”. 

Il Bushido era l'essenza dell'educazione giapponese che è finita dopo la guerra. lo ho ricevuto questa educazione. I professori del Bushido davano un'educazione nello stesso tempo militare e civile. E' Bun Bu Ryodo, la doppia Via. E' come le ali degli uccelli o le ruote di una vettura. Entrambe sono necessarie come il femminile e il maschile. La letteratura, la filosofia, la poesia, la cultura intellettuale sono la parte femminile e il Budo, l'arte militare quella maschile. Bisogna che ci sia sempre un'armonia fra i due elementi. Essi non possono esistere soli, separatamente. Non è un dualismo, ma un’unità. Non è solo una conoscenza, un sapere, è la via della saggezza. E' per questa via che il saggio deve dirigere i civili. E' la ragione per la quale la maggior parte dei Samurai deve allenarsi alla virtù. Essi devono avere delle qualità nobili, coltivare una personalità nobile, studiare la storia delle civiltà e realizzare la Via. Fino ad oggi, l'insegnamento di Yamada Soko non è stato dato che ad un’elite di monaci. Le altre persone non vi avevano accesso. Tutti i Samurai l'avevano studiata e la via dei Samurai era diventata popolare. I Samurai sono diventati celebri in Giappone e nel mondo. Lo Zen ne era diventato la fonte. 

Un grande maestro di Kendo dell'era Meiji, Yamaoka Tesshu, che non era un maestro di Zen ma un Bodhisattva ha detto: “Quando vogliamo sederci, ci sediamo, facciamo Zazen; quando vogliamo partire, partiamo, senza pensare a ciò che si lascia. Se pensiamo a ciò che si lascia non possiamo ottenere la vera libertà, la vera attività. E' il segreto e l'utilità della “spada spirituale”, ed è la più alta essenza del Kendo”. Il maestro Yuno la chiama “Sciabola del Mushotoku”. lo dico sempre: il segreto della via delle Arti Marziali del Budo è che non dobbiamo pensare a vincere, ma non dobbiamo neppure essere vinti. Questo è contraddittorio, allora come fare? E' difficile. Né Kontin, né Sanran, né torpore né eccitazione, è la via di mezzo del Buddismo. Andare a destra o a sinistra, è facile, vincere o essere vinto, è anche facile. Ma non vincere e non essere vinto, è molto difficile. Nella nostra vita quotidiana, è la stessa cosa. E' ugualmente il punto comune tra il Budo e lo Zen. Soprattutto, bisogna penetrare nella “via della vita e della morte”. Lo Zen è pacifico, il Budo è combattivo ma alla fine, il Budo deve diventare senza vittoria né disfatta. Nello Zen, non c'è niente, nessun combattimento. Il Maestro Daichi ha detto: “Zazen è la migliore via, il miglior modo per tagliare la vita e la morte, tagliare la visione della vita e della morte”. E Dogen ha scritto nello “Shobogenzo”: “Come si può risolvere la vita e la morte? Come fare per diventare Budda?” Con lo Zazen si può risolvere il problema della vita e della morte. Zazen è Budda. Nello “Shobogenzo”, Ben Do Wa, è scritto così: “Quando rigettiamo e dimentichiamo il corpo e lo spirito e così entriamo nella casa del Budda, allora questo diventa attivo, e si può diventare passivi”.

 Se si segue il Budda, la sua energia e la sua attività, non è necessario utilizzare la nostra energia propria o la nostra forza personale, né disperdere la nostra coscienza, il nostro spirito. Finalmente, possiamo diventare Budda senza separarci dalla vita e dalla morte. Così, non dobbiamo né restare, né stagnare sullo spirito né legarci allo spirito. In seguito, c'è una via molto facile per diventare Budda, E':

 - Non pensare il male, non fare il male.
 - Non causare turbamenti, non complicare, non disturbare gli altri.
 - Non detestare, non scegliere, non fare distinzione tra la vita e la morte.
 - Avere più compassione verso l'umanità, rispetto per le persone anziane, simpatia per i giovani.
 - Non avere repulsione o preferenza per qualunque cosa.
 - Non avere desideri, qualunque essi siano.
 - Non pensare con la propria coscienza.
 - Non avere paura.

 Ecco quello che si chiama Budda. Non è necessario ricercare un'altra via. 

Tale è il metodo di Dogen per diventare Budda.

 Allora come fare? Come cambiare in questo modo la nostra vita quotidiana? [...]




Fonte del Post  http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zen/deshimaru.pdf



2 commenti:

  1. [Flood]
    Grazie per la segnalazione, non conoscevo questo brano, molto stimolante! Soprattutto il concetto di "waza", e la visione non dualistica tra elementi femminili e maschili (cultura e addestramento). Stavo riflettendo su questi temi proprio in questi giorni.

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    1. Persino a me :) il Dharma sta dando modo di mettermi di fronte la visione non dualistica e quanto il mio ego spesso si faccia presente con giudizi e pensieri compulsivi. La disciplina è certamente la Via e proprio questa mattina mi è capitato sotto mano questo scritto. Che forza la condivisione! :)

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