“Impegna tutto il tuo sforzo perché Dio divenga parte di te così che tutta la tua attenzione, tutto il tuo impegno, siano per Dio e abbiano alla base il tuo distacco. Se fai così migliori le tue opere. Se ti rivolgi a Dio in maniera distaccata ogni bene si rivolgerà a te. Cerca Dio e troverai ogni bene. A chi si rivolge a Dio, è Dio stesso che si rivolge a lui e lo riempie di virtù. Quello che prima cercavi ora certa te, quello che prima inseguivi, ora insegue te e quello che prima fuggivi, ora fugge te”
“Infatti tutte le cose di Dio si attaccano a chi è molto attaccato a Dio e tutto ciò che è lontano e dissimile da Dio fugge da lui”
“Però per arrivare all'unione e a sopprimere il proprio ego è necessario un grande impegno ed occorrono due condizioni particolari. Uno è restare all'interno di se stessi, con lo spirito saldo di fronte alle immagini esteriori, in modo che queste rimangano all’esterno e non trovino posti sconvenienti entro di noi. Seconda condizione è che queste immagini interiori, le rappresentazioni e l'elevazioni dello spirito, non debbano distrarci e farci perdere nella molteplicità”
“Si devono tenere in pugno tutte le potenze dell'anima, mentre le si usano, ed avere presente l'interiorità”
“L'uomo non si deve accontentare di pensare Dio. Perché quando l'uomo pensa a Dio, il pensiero di Dio poi ci abbandona, e ci abbandona anche Dio.”
“Si deve invece possedere Dio nella sua essenza e questa è al di sopra del pensiero dell'uomo e di ogni creatura. E allora Dio non ci abbandona mai, a meno che l'uomo non si distolga volontariamente da Lui. Chi possiede Dio nella sua essenza coglie Dio nel modo di Dio”
« [...] Ci dice che Dio è molto al di sopra del pensiero dell'uomo e di ogni creatura. Sempre, sempre lo stesso discorso: basta con i diaframmi, basta con i filtri mentali e con questo processo di flusso continuo della mente legato all’ego. E allora ecco che, come scrive Eckhart, un tale Dio non ci abbandona mai, almeno che l’uomo non si distolga volontariamente da Lui. Quando sei centrato, Dio è lì. Ed ecco che il concetto del libero arbitrio entra qui: cioè, se tu vuoi puoi separarti da questo, quando c’è l’unione mistica, ma ciò richiede un atto volontario della persona, perché sennò si è uniti con Dio. È come un uomo che ha molta sete: può agire, fare il suo lavoro, avere anche pensieri diversi dal bere, ma l'immagine, il desiderio della bevanda, lo seguono, non lo abbandonano, in ogni caso, qualsiasi attività faccia. Quando uno ha sete ha sete, qualsiasi attività e lavoro svolga, e così se noi abbiamo sete di Dio, abbiamo sempre presente Dio, Dio è sempre presente in noi stessi, indipendentemente dalle attività che svolgiamo. Dunque, possedere la verità. Chi possiede Dio, in verità, lo possiede dovunque: nella strada, in chiesa, al lavoro, giocando con gli amici, sempre. Chi è centrato in Dio è centrato, sempre. E un tale uomo lascia Dio agire attraverso di sé. Ecco la retta azione ed il non agire. »
Fonte: Meister Eckhart _ L'unione Mistica
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Molto bello. Grazie.
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