giovedì 23 giugno 2016

La Ragazza Di Cristallo _ [Racconti]




"Dorian, perchè Amelia è conosciuta come La Ragazza Di Cristallo?" domandò la ragazza dai capelli rossi.
Il giovane sospirò mentre annaspava con la mano nel buio, in cerca di altra legna da mettere sul fuoco.
"Leggende, storie, fantasie.." rispose una volta che afferrò un vecchio ramo tagliato.
"Sono pronta all'ascolto!" affermò istintivamente con sorriso, sistemandosi sull'erba.
Dorian alzò uno sguardo verso Angela, la ragazza al di là del falò che le aveva posto la domanda su Amelia.
Si sentiva da lontano il suono delle onde del mare farsi calmo fra gli scogli ed il ragazzo guardò oltre gli alberi di pino. Vide Amelia seduta su una lieve collinetta baciata dalla luce pallida della Luna piena. 
"Non ne ho voglia Angela, fattelo dire direttamente da Amelia!" sbuffò cercando un posto dove stendersi senza sentirsi infastidito da aghi e sassi.
"Ok, allora vado da lei.."
"Forse non ti conviene!" rispose d'impulso Dorian.
"Ma come?" 
"Potrebbe non essere la serata giusta per farle simile domande.."
Angela ormai in piedi, guardò perplessa il volto di Dorian.
"Voglio dire.." continuò parlando il ragazzo a testa bassa "sai come sia particolare Amelia e siccome ci sono tante storie in giro su di lei, potrebbe essere che stasera non ne voglia parlare o sentirsi fare domande simili.."
"E allora dimmelo tu!"
"Santo cielo come sei testarda!"
"No, sono curiosa! è da questa mattina che mi ronza in testa questa storia della ragazza di cristallo!"
"Abbassa la voce!" disse con fermezza Dorian guardandosi intorno.
Angela sbuffò ed incrociò le braccia al petto.
"Forza stupidina, siediti.."
I giovani rimasero in silenzio ed entrambi si voltarono a guardare verso la collinetta dove Amelia sembrava ormai esser persa in un mondo totalmente suo.

Angela si sedette vicino a Dorian che cominciò a bisbigliare qualcosa come..

"Quando eravamo bambini, tutti ridevamo delle fantasie che Amelia raccontava alla maestra, cose assurde. Hai presente quando ogni anno, dopo 3 mesi di vacanza le maestre ci chiedevano cosa avessimo fatto durante la pausa scolastica? Ecco, lei raccontava di essere stata ad esempio in un isola senza genitori, per un lungo tempo, con un drago e una fata che la portavano a spasso a scoprire i misteri dell'isola. Oppure una volta in quinta elementare disse che era stata rapita da 10 gnomi che avevano bisogno del suo aiuto per recuperare.. non so. Tipo delle sfere per salvare il proprio villaggio dal male."

"Sì" interruppe Angela " va bene, quando siamo bambini è normalissimo raccontare queste cose!"
"è vero, infatti noi tutti ci divertivamo ad ascoltarla e fantasticavamo sui suoi racconti, non nego che in quinta elementare avevamo cominciato con un gruppetto di ragazzetti a prenderla in giro, però era piacevole ascoltarla" rispose Dorian giocherellando in mano con un sassetto bianco.

"E allora?"
"Allora cosa?"
"Che cosa c'entra questa storia del cristallo?"

"C'entra. Perchè crescendo Amelia si era fatta sempre più silenziosa e usciva poco con tutti noi, come se ci volesse nascondere qualcosa e così ci siamo fatti tante domande e uno di noi è uscito fuori raccontando cose strane come le raccontava lei e ci ridevamo sù."

"Non mi stai rispondendo.." disse spazientita Angela.

"Un pomeriggio d'estate, mentre eravamo alla piazza del mercato ad annoiarci, abbiamo visto Amelia correre come una pazza ed inciampare sul marciapiede. Aveva la maglietta ed i jeans strappati, sporchi di terra, ed i capelli coperti da foglie secche. Lì per lì eravamo rimasti totalmente confusi e volevamo aiutarla, ma quando si è accorta di noi, si è spaventata e ha continuato a correre. Siccome era così assurda la situazione siamo scoppiati a ridere come dei bambocci. Uno di noi per scimmiottarla un po', si era avvicinato sul luogo dove l'avevamo vista correre ed insieme ci siamo tutti stupiti nel vedere tanti pezzetti di vetro, come se si fosse rotto uno specchio. Accanto ai minuscoli pezzetti di vetro avevamo trovato anche una rosa di cristallo rotta."

"Ed è solo per questo che l'avete chiamata La Ragazza di Cristallo?"

"Non so da dove sia venuta fuori questa storia, un passaparola credo, una fantasia di qualcuno, che raccontò di Amelia che si trovava in un campo di guerra in età medievale e che per sfuggire dai cavalieri che le stavano per tagliare la testa, una cugina strega di Amelia, la salvò facendole come scudo uno specchio di cristallo che frantumandosi la riportò ai giorni nostri e per ricordarle del favore reso le donò una rosa di cristallo.."

"Ma che storie sono queste? Ma quanti anni avevate?" chiese Angela incredula.

"15 o 16" rispose Dorian fissando le fiamme del falò.

"Siete peggio dei bambini!" rispose indignata Angela alzandosi in piedi. " Grazie per la favola e buonanotte giullare!" disse di seguito entrando nella sua tenda.

Dorian cercò di nuovo con lo sguardo verso la collinetta e vide ancora Amelia, seduta e abbracciata a se stessa fissare le onde del mare. In quel preciso istante il ragazzo avvertì in cuor suo un lieve senso di colpa. Ancora a 19 anni qualcuno andava in giro raccontando queste sciocchezze su Amelia, lasciandola sola o ancor peggio offendendola con tali barzellette. Eppure il ragazzo non aveva mai avuto la sensazione di prendere seriamente in giro la ragazza, provava anzi un senso di compassione e di ammirazione.
Sospirò ancora; osservò nei dettagli Amelia. La luce della Luna donava chiarore a quei lunghissimi capelli biondi che le incorniciavano il viso. 
Dorian sentì un sussulto al cuore e poco dopo un senso di inquietudine si impossesò del suo animo:
"Come mai Amelia ad 11 anni cominciò a farsi sempre più cupa e triste in volto? Perchè smise di giocare con tutti noi, suoi compagni di classe e di giochi? Che cosa le era successo quel giorno che la videro spaventata, sporca e con i vestiti strappati?"

Un nodo in gola si formò ed il viso di Dorian si fece pallido "E se le era successo qualcosa, se qualcuno le aveva fatto del male.." 

Come poteva fino ad allora, esser stato così ignorante e sciocco da non essersi fatto mai delle domande simili?


[Fine del Racconto]



Spesso l'ignoranza conduce al silenzio dei sensibili.


Autore: Docean Drop

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