C'è un posto.
Un posto in cui dorme il Leone.
è notte, è giorno, ma il Leone è lì, dorme.
A volte lo si può sentire sgranchire la schiena, altre ruggire in segno di risveglio.
Ci sono volte, che capita di sentirne i passi, il suo corpo spostare i rami cespugliosi.
A me è successo di sentirlo camminare mentre osservavo le onde del mare, in un pomeriggio autunnale.
E ne ho visto l'ombra mentre osservavo il dirupo di una montagna.
Il Leone non si fa notare facilmente, ma non si può evitare di sentirlo. Sai benissimo quando è lì presente, nelle vicinanze. Può succedere persino di sentirsi osservati da lui.
Quando ero bambina, giocavo spesso con il Leone, giornate intere e notti intere colma della sua presenza. Un giorno mentre crescevo mi dissero che avrei dovuto aver paura del Leone perchè è un essere indomabile, si manifesta come meglio crede e se un giorno tu hai la netta sicurezza che non possa ferirti, che non possa aggredirti, allora ne rimarrai morto.
Forse gli adulti hanno più paura di vivere senza il controllo della realtà, piuttosto che abbandonarsi al flusso ed al volere di ciò che è oltre il Leone.
Ma da bambini non si ha sempre il coraggio di smentire le paure degli adulti.
Così lentamente si smette di giocare con il Leone. Esso si addormenta accanto a te quando già stai dormendo, continua a sorvegliarti finchè d'un tratto senza che tu te ne accorga, ritorna da dove era venuto.
Arrivano poi quei giorni, in cui la rabbia, il dolore, la falsità di un mondo illusorio a cui abbiamo ceduto noi stessi, ci sta stretto e andiamo alla ricerca del Leone, ma lui semplicemente non c'è. Così come ci hanno frammentati da bambini, continuiamo ad esserlo dicendo che nemmeno il Leone ci ha amati abbastanza da rimanere al nostro fianco. Ma sappiamo in fondo al nostro cuore, che così non è.
Sono uscita a cercare il Leone, qualche tempo fa. Una mattina, all'ora dell'alba, l'ho colto mentre si specchiava nel fiume, così guardai anche io e notai che il mio riflesso era lo stesso del Leone. Lui stava cercando Me, ma non osava avvicinarsi a qualcosa che ormai gli era sconosciuto.
Mi sentii afflitta, come quando si perde un amico tanto amato. Mi stava a debita distanza e mi notava con indifferenza. Ogni tanto la mente si annebbiava della paura di rimanere morta dalle grinfie del Leone, ma una notte mi feci coraggio e avvicinandomi alla sua grotta gli buttai una rete addosso, ero decisa a catturarlo, a riprendermelo, a domarlo, a farlo di nuovo mio.
Ma il Leone si dibatté tanto da spingermi alla roccia, ai piedi di un burrone. Per brevi istanti ho avuto paura di morire a causa sua, come dicevano sempre i Grandi, mi ruggì contro e sembrò volermi divorare in un boccone.
Perciò chiusi gli occhi e nel Silenzio, capì solo che il Leone mi rimproverava di non essere affatto determinata nel volerlo di nuovo con me. Non lo desideravo ardentemente, quotidianamente, costantemente.
Molti pensano che il Leone sia solo un essere istintuale, ma nell'istinto porta con sè l'essenza divina, circolare, impermanente di tutto l'ordine delle cose. è l'energia primaria che ci riconduce alla via primaria. Il Leone sa ciò che l'uomo ancora dormiente ha nascosto di sapere.
Tornai dunque alla grotta dove il Leone era solito dormire, ma lui non si fece vedere per diverso tempo, ed in quel tempo io meditai a lungo la sua assenza.
- Fine prima parte -
Autore: Docean Drop
Wow!
RispondiEliminaMi hai fatto venire la pelle d'oca!!!
RispondiElimina:)
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