giovedì 3 novembre 2016
Il treNO
Spesso il cuore, mi tace in gola, come una donna che no,
non può all'amato proferir parola per il terror di non esser compresa.
Spesso il cuore, mi tace in gola, per timor di scoprire che nulla è cambiato, ed io,
ed io non saprei accettarlo.
Spesso il cuore, non palpita per ritmo al divino vivere, ma sorseggia come una vecchia il the che non ha più il sapore della gioventù eterna dello spirito.
Spesso il cuore, romba da sé come un tuono che il ciel non avverte, e spazza via
quelle insolite sicurezze che hanno avuto radici sul bagnasciuga.
Spesso il cuore, cerca come una volpe affamata la sua stella unica ed amata, quella che nessun altro potrebbe conoscer strada, tra la notte e la dormiente alba.
E dopo tutto questo, m'accorgo che il cuor non ha colpe, non ha vergogne, se non la mente, il pensier che lo lega come un cane alla catena a quel tronco morto e nudo della cieca ragione.
Ragione che non ha ragione, ma che sghignazza e contesta come un nobile senza trono e senza patria finge d'esser a casa.
Non c'è sofferenza e non c'è gioia, se tutto lo scorrer del tempo avesse lo stesso suono che ha il ruscello quando colmo d'acqua zampilla tra i sassi.
Ed io non dormo per far festa al giorno, ma per viver il segreto dei miei sospiri.
E quando giunge il sorriso, è segno che ogni male non è sparito, ma danza come un uomo con la sua sposa.
Viver questo è il binario di quel treno chiamato Eterno.
Autore: Docean Drop
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