venerdì 25 marzo 2016

La Burning Room _ Racconti dall' al di Qui & Ora


La Burning Room


Parte 1

"Mistica Gloria"




Le ombre hanno raccolto le ultime luci del giorno. è stato acceso per me un fuoco, il rito del buono augurio è appena iniziato. La mia mente abbraccia per alcuni istanti il vuoto e fisso i carboni accesi mentre lo scricchiolio della legna ardente si unisce al frastuono della tribù che grida un canto per me.
In fondo al cerchio dei miei fratelli e delle mie sorelle vi sono altre persone appartenenti ad altre tribù. I più partecipano a questa sorta di festa, per mangiare. Immagino che la loro benedizione sia più per la golosità dei piatti.
Sorrido perchè sono nata con la convizione che in questa terra siamo tutti fratelli e sorelle, anche se da tribù diverse, ognuna ha lo scopo comune di sopravvivere nelle tradizioni.
I miei occhi cadono fra le ciocche bionde che vedo muoversi da in mezzo al cerchio, sono i capelli della mia madre adottiva, a fianco c'è pure il mio padre adottivo. Ripenso alle loro parole "Perchè vuoi partire per quell'inferno? Non ti trovi bene qui con noi?
Il problema non è stato mai l'essere qui, insieme a tutti loro, mi sono sempre sentita di contribuire per il bene di ogni mio singolo fratello e sorella. Il loro è un amore misto ad un lieve senso di timore. Posso percepirlo tutte le volte che guardano non solo me, ma il colore della mia pelle, dei miei occhi e dei miei capelli. Più scura di loro, mentre nei miei sguardi si specchiano i colori dei fiori di Viola, pianta che nasce e cresce alla sorgente della montagna Ukius, e del blu scuro dell'oceano, mentre i miei capelli hanno strane ciocche bionde e nere come se dalle ombre penetrassero raggi di sole vividi e lucenti.
Credono che io sia il dono degli déi, mandata qui per salvaguardare la loro storia. Ma io so di non essere solo tutto questo. Il mio destino ha dentro sè un progetto ancora più ampio, ho una conoscenza dentro che supera limiti e spazi e quasi sempre il capo tribù, Occhio Di Volpe, mi consulta per risolvere immagini, situazioni passate e future. Spesso non riesce a comprendere cosa il futuro ci riserva e così sono costretta a disegnarlo in pergamene di pietra, custodite dai sacerdoti del Tempio. 



 So benissimo quale siano le mie origini, so di non essere completamente umana. Troppe volte in sogno mi vedo passeggiare per l'Asteroide 50A0, che solo in un futuro troppo lontano, gli esseri di questo pianeta scopriranno l'esistenza. Lì vi sono i miei fratelli e sorelle di sangue, dallo stesso colore della pelle, con tecnologie avanzate e navi spaziali in grado di viaggiare e di giungere fino alla quinta dimensione. Il nostro popolo si chiama "QWJUSZ" ed il mio rango è un rango di ricercatori di vite parallele ed esterne dal sistema solare "TYTQWS". Tutto questo mi è stato riferito da mia madre, l'unica in grado di dialogare con me perchè il resto degli QWJUSZITI non sono legati a livello comunicativo, non avendomi mai visto e percepito. Non sono mai riuscita a vedere in volto mia madre, agisce come un ombra nei miei sogni; questo perchè, così disse, non sono completamente risvegliata nel cuore delle origini. L'unica cosa che potrebbe seriamente aiutarmi è entrare nella Burning Room.

Non so, se effettivamente io sia pronta, ma ho scelto di varcare la soglia fra me e lo spazio indefinito. Un ombra improvvisa cattura la mia attenzione.
è il fratellino Lucertola d'Oro, che saltella di fronte a me.
Rido per le sue facce buffe e lo stringo al mio cuore.



[..Continua..]

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