venerdì 22 luglio 2016

I creatori di Inferni _ [Racconti]


Abbandono latente
desiderio dormiente
t'osservo a debita distanza
in una stanza senza porte
nelle ombre dei pensieri
evanescenza fluida, 
soffri al centro del Tempio,
bambina solitaria,
sento le tue nere lacrime strisciare come serpenti verso i miei passi
e t'osservo a debita distanza
ascoltando il tuo lamento, bambina

"Non vali niente" dice il demone alle tue spalle
"Non hai radici, non hai origini" e tu
soffochi i singhiozzi.
"Sei continuamente abbandonata al tuo destino, t'aggrappi inutilmente, inutilmente credi" ti sussurra con quelle fauci da bestia.
I pensieri ridono di te e come nani dagli artigli pesanti, saltellano sulle pareti.

T'osservo a debita distanza, 
il tuo viso bambina, dai lunghi capelli e dalle punte come rami secchi, è nascosto dalle tue nude ginocchia e dalle tue esili braccia.
Il demone è un boa che ti tiene stretto al suo cerchio, morde la sua stessa coda e da essa altre teste si distendono ed esibiscono occhi neri e pupille viola come il veleno che ti inflegge con la fragranza che emana dal suo manto turgido.

T'osservo a debita distanza,
raccolgo la spada del coraggio e respiro:
"Ciò che dice è vero, bambina" affermo.
"Chi ha parlato?" Chiede il boa.
"Chi di te, più non ha paura"
Le ombre dei pensieri saltano euforici creando cerchi di fuoco lungo le pareti.
"Tu, avrai sempre paura" una delle tante bocche sputa ai miei piedi e, cara bambina, ti tiene ancora più stretta al suo cerchio.
"è una paura che non mi renderà schiava per l'eternità" la spada che porto è pesante, con fatica la sollevo, ed è la chiave della libertà.
Ruggisce la bestia che t'avvelena con più forza.
I miei occhi si bagnano.
"Quello che dice, bambina è vero, tu non vali niente, non hai origini e non hai radici" continuo senza asciugare gli occhi "perchè sei nata con uno scopo, libera dalle credenze che possono opprimere i viventi, ora ti è sconosciuto ma se smetterai di nutrire il demone..."
"Fesserie!" obietta la bestia "sei solo un errore, un incognita, come tutti"
"Libera dalle credenze che possono opprimere i viventi" ripeto "crescere, vivere,donarti, disciplinarti è il tuo scopo"
"Le persone sono fatte per essere usate ed allontanate quando fa comodo, non fidarti, proteggiti" torna il boa a sussurrarti.
La punta della spada è diretta verso di esso, con mano ferma.
Sento il fiato sul collo dietro me:
"Il mondo è talmente egoista, che ognuno difende e adula se stesso, come puoi negarlo.
Anche chi ama, è talmente schiavo dei pensieri da distruggere il cuore dei beati. E fino ad ora ti sei ritrovata a fissare lo stesso Cielo."
Alzo gli occhi al soffitto, un banco di nuvole grige e nere, evanescenti e tormentati, come i pensieri che del fuoco ne hanno fatto luce, una luce finta, ipocrita.
Bambina, il tuo pianto è un pavimento di striscianti serpenti ormai e sono pronta ad agire.

"Mi dispiace, ti prego, perdonami" invoco mentre l'inferno mi risucchia e prima che tutto cominci a tremare afferro la coda del demone alle spalle e sfodero con tutta la forza un taglio netto alla sua testa.
Lingue di fuoco e lava mi bruciano oltre la pelle, lo spirito. La rabbia vuole succhiarmi l'anima e mentre il boa prepara le sue sbavose fauci, il coraggio diviene una Luce ancora più accecante del Sole, illuminando e disintegrando i confini della stanza.

Il boa morde il braccio, lo stesso braccio con il quale lo trafiggo al centro della gola.
Il dolore si fa spazio tra le reti del mio vivere e torna il flash del delirio:

Lo struggente dolore del silenzio, il dondolio dell'annullamento, il legame perduto, l'assordante vuoto, il desiderio del nulla, il re dell'Abbandono.
Ah! Me misera! Perché non ho voluto vivere desiderando le cose del Mondo, cercando nella materialità e nelle superficialità il benessere insignificante per lo spirito? Tanto struggimento, per trovar rifugio e compassione! 
Tanto struggimento perché è negato vivere secondo Principio!

Ed è così, che ritrovandomi ora a faccia a faccia, con te bambina, che sei ancora nascosta in te stessa, piangente e lagnosa, mi sposto a fatica venendoti incontro.
Non comprendo più nulla, non sento più l'assordante caos dell'inferno.
Il fuoco è svanito, il demone dissolto, eppure so di poterti liberare solo in un modo.

Con il mio braccio ormai stracciato dalla bestia, impugno ancora il coraggio, la spada macchiato di quello stesso veleno.
Solo a quel punto mi mostri il tuo viso elevando un grido di terrore.
Vedo che il dolore t'ha accecato completamente: al posto degli occhi hai solo due minuscole fessure dove sgorgano lacrime nere che cadendo a terra continuano ad essere serpenti striscianti.

"Mi dispiace, ti prego, perdonami" ed è così, cara bambina, che ti libero dalla prigione che tu stessa ingenuamente hai creato.

Ed ora meglio comprendo,
di non valere niente, di non avere origini e radici, ma questa è la natura dell'essere umano: nulla gli appartiene, nemmeno il corpo, che nasce, cresce e perisce con la stessa velocità con la quale si può vivere e morire.
La terra e tutti gli essere viventi sono parte di uno stesso ciclo, ed ognuno è regolato da quelle leggi che l'uomo mai ne sarà padrone e quando s'avvicinerà ad esserlo, tutto s'annullerà e tornerà al Principio.
Che te ne fai del Nome che t'hanno dato?
Ma non vedi come t'inganni quotidianamente?
Ti releghi dentro al mondo che te sei creato! Ah! Che vigliacco, maledire Tutto e credere d'esser nel giusto! 
Specchiati e dimmi chi sei, non lo saprai nemmeno dopo aver varcato le porte dell'al di là!
Svuotati di quella vanità e d'orgoglio con cui difendi il tuo bottino! Che te ne farai quando giungerà l'ora?
Perchè a te e non a me? Che vigliacco!
All'uomo nulla appartiene, solo dell'anima si deve prender cura perchè essa, cura di lui, si prenderà!
Svegliati e dedicati alla pratica! Non sei nato per destar piacere solo ai tuoi vizi, ma per compiere l'opera che tu non comprendi, cocciuto come sei, chiuso nei tuoi crucci!

Solo quando smetterai di affannarti, di cercare la pace, quando la smetterai di tener serrato il cuore, quando ti stancherei del pensiero, quando t'arrenderai alla tua umile condizione.. allora agirai.


Autore: Docean Drop












1 commento:

  1. All'uomo nulla appartiene, solo dell'anima si deve prender cura perchè essa, cura di lui, si prenderà!

    :)

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